Il pianto dei bambini al confine

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Il pianto dei bambini al confine

A Washinton D.C le tensioni aumentano e le polemiche non accennano a spegnersi. L’episodio che ha scatenato l’indignazione e le pesanti critiche riguarda la gestione degli immigrati clandestini che hanno provato ad oltrepassare il confine tra Stati uniti e Messico. Le famiglie arrestate alla frontiera sono finite immediatamente nelle mani della cosiddetta ICE (Immigration and Customs Enforcement), l’autorità preposta alla gestione dei migranti. Sebbene il fermo immediato per coloro che provano clandestinamente ad attraversare il confine sia in un certo senso una procedura di “ordinaria aministrazione”, ciò che ha reso il “consueto” arresto dei migranti così terribile e crudele riguarda in particolare il modo in cui i bambini sono stati separati dai genitori e tenuti da soli in gabbie metalliche. Naturalmente i piccoli allontanati dalle famiglie si sono molto spaventati e hanno incominciato a piangere disperatamente chiedendo appunto, di poter tornare con i genitori. In una traccia audio che ha fatto il giro del mondo, si sente chiaramente il pianto dei bambini e la loro richiesta disperata di poter tornare con le famiglie. Un ascolto duro, che spezza il cuore, impossibile restare indifferenti di fronte alla disperazione di un bambino strappato ai genitori che si ritrova improvvistamente solo e senza punti di riferimento. Nella traccia audio si sentono chiaramente anche le voci degli agenti che rispondo ai bambini con freddezza e sostanziale indifferenza.

Le voci dei piccoli migranti, il loro pianto disperato e le richieste d’aiuto hanno sconvolto e turbato profondamente l’opinione pubblica, non solo negli Stati Uniti ma in ogni parte del mondo. Le solite star di Hollywood hanno fatto partire come di consueto la gara di solidarietà per gli immigrati e le immancabili donazioni. Alcune delle reazioni di dissenso hanno interessato direttamente l’amministrazione Trump come ad esempio nel caso della segretaria alla sicurezza interna statunitense Kirstjen Nielsen costretta a lasciare il ristorante dove stava pranzando a causa delle violente proteste che si sono scatenate nel locale. Decine di persone l’hanno attaccata intonando cori al grido di “vergogna”. Uno dei contestatori più infuriati rivolgendosi alla segretaria ha usato parole molto dure: “Sei responsabile della separazione e della deportazione di oltre 10.000 bambini che sono stati separati dai genitori, con quale coraggio trascorri la serata al ristorante? Se i bambini non mangiano in pace, non puoi mangiare in pace nemmeno tu”.

Intanto il presidente Donald Trump rivendica la nuova politica sull’immigrazione clandestina, la cosiddetta “tolleranza zero” portata avanti con fermezza dalla sua amministrazione. Eppure, dopo la bufera mediatica Trump è stato costretto a rivedere alcune delle sue posizioni firmando l’ordine esecutivo per riunire le famiglie di migranti al confine USA-Messico. Insomma, la linea dura continua, ma almeno genitori e figli potranno essere insieme nei centri di detenzione. Dal canto suo il presidente si difende dalle accuse sottolineando che le pratiche messe in atto sono le stesse utilizzate anche dalla precedente amministrazione. Il presidente ha inoltre ordinato al pentagono di: “prendere tutte le misure disponibili per fornire al ministero degli interni, ogni struttura esistente per ospitare e prendersi cura dei migranti nel rispetto delle leggi”.

 

Elettra Caramiello

 

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