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Una casa, tante funzioni

Com’è la casa degli italiani? A questa domanda così complessa ha provato a fornire una risposta, l’istituto Doxa di Milano, mettendo in campo un vero e proprio osservatorio: “casaDoxa”. “Siamo entrati nelle case degli italiani per capire come le scelgono, come le vivono, come le cambiano, come le vorrebbero” afferma Paola Caniglia, Direttrice dell’osservatorio e Business Unit Director. Un’indagine dunque molto approfondita e complessa, che ha coinvolto più di 6000 persone su tutto il territorio nazionale. I risultati di “casaDoxa” presentati ieri nella sede di Via Panizza, riflettono l’evoluzione della società e sono lo specchio di una realtà in continua trasformazione.

Dalla ricerca è emerso un cambiamento epocale, che coinvolge le persone, le dinamiche familiari e quindi anche la dimensione dell’abitare. La casa è un luogo completamente rinnovato nella sua funzione, in costante trasformazione e sempre più “presidiata”. Se per molti decenni la casa è stata appannaggio delle donne, che trascorrevano tra le mura domestiche la maggior parte del tempo, oggi questo vecchio schema appare completamente stravolto. La dimora contemporanea è infatti un luogo polifunzionale, “a ciclo continuo”, in cui si svolgono molteplici attività, basti pensare che il 31% degli italiani lavora anche da casa, senza una postazione fissa ma seguendo i “ritmi” di chi la abita.

Anche il concetto di sostenibilità è sempre più familiare tanto che il 49% degli italiani afferma di conoscere questa nozione e di essere consapevole del suo significato, mettendo in atto comportamenti che riguardano il risparmio energetico e quindi la salvaguardia dell’ambiente. Eppure, come ha sottolineato Alberto Macciani, Global Vice President Unilever, “In Italia siamo ancora molto legati al passato e non riusciamo ad affrancarci da alcune tradizioni, in particolare l’utilizzo degli elettrodomestici, con un consumo d’acqua per il solo lavaggio a mano dei piatti che arriva fino ai 25 litri”.

I temi che riguardano la sostenibilità sono centrali quando parliamo di casa contemporanea, lo ha ribadito anche Stefano Brown, Sustainability Manager e responsabile dello sviluppo di piani di sostenibilità per i negozi Ikea operanti in Italia: “Se non mettiamo in atto processi di re immissione nel ciclo produttivo stiamo vendendo rifiuti”. L’esperto di politiche ambientali ha inoltre introdotto il tema dell’upcycling, l’utilizzo di materiali di scarto a partire dalla fase di progettazione.

Ma la ricerca della Doxa non si limita unicamente ad esplorare i significati e le trasformazioni della casa contemporanea, l’indagine infatti guarda al futuro e interroga gli italiani anche sulla cosiddetta “smart home”, che però appare un progetto ancora per molti versi incompiuto con pochi servizi associati ai dispositivi tecnologici. A questo proposito Antonio Bosio, Product & Solution Director Samsung ha individuato due questioni fondamentali nell’evoluzione delle cosiddette “smart home”: sicurezza e privacy sono le parole chiave. I consumatori devono sentirsi al sicuro ma anche mettere in atto comportamenti responsabili, evidenziando che “gli hacker non utilizzano la vulnerabilità tecnologica ma l’ingegneria sociale”.

Gli italiani e la casa: per certi versi si tratta di un idillio, con il 94% degli intervistati che afferma “la casa è importante”, ma le cose da fare sono ancora molte, considerando che solo il 55% del campione è soddisfatto dell’abitazione in cui vive. In questo scenario, l’HUB “casaDoxa” è da considerarsi come una sorta di bussola, un prezioso strumento al servizio di chi opera nel settore. Ogni anno i risultati dell’osservatorio serviranno a individuare nuovi bisogni, istanze ma anche tendenze e orientamenti, con l’obiettivo di intercettare le necessità e quindi anticipare i consumi del futuro.

 

Elettra Caramiello

 

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