Metropolitan Museum of Art: la cattedrale della moda

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Metropolitan Museum of Art: la cattedrale della moda

Il Met Gala è l’evento fashion più importante e atteso dell’anno. La lista di ospiti include le super star internazionali, le top model, i cantanti, gli attori e tutto lo showbiz che conta, ma anche gli addetti ai lavori come stilisti, fashion designers, curatori d’arte e redattori di moda. Una lista di ospiti molto lunga, ma la conditio sine qua non è che tutti i convitati siano approvati personalmente dalla temutissima direttrice di Vogue America Anna Wintour.

Anche se l’obiettivo “ufficiale” della serata di gala è quello di raccogliere fondi per finanziare il prestigioso “Constume Institute”, i protagonisti indiscussi del Met Ball sono i vestiti, impossibile negarlo.

Il tema di quest’anno “Corpi celesti: la moda e l’immaginario cattolico” ha particolarmente stuzzicato la fantasia delle star e di chi si occupa di vestirle, trasformando il red carpet della settantesima edizione del Met in un autentico spettacolo.

Sul tappeto rosso sacro e profano si sono combinati e persino confusi, in una una miscellanea di stili che ha dato vita ad uno splendido tableau vivant fatto di colori sgargianti e luminosissimi: oro, argento, croci, e tanti, tantissimi simboli religiosi.

Eppure, il trappeto rosso di quest’anno è diverso e cattura la nostra attenzione non solo per le pregevoli fatture degli abiti, c’è qualcosa di più. Spesso, la moda, ma in generale l’arte e le espressioni della creatività riescono ad intercettare istanze, tendenze e bisogni che la società non ha ancora espresso in modo esplicito. Ed è proprio alla luce di questa dissociazione che i look mostrati sul tappeto rosso del Met Gala assumo un significato e un valore ben più profondo. Il messaggio che quelle particolari opere indossate dalle star rendono manifesto, riguarda l’evoluzione e il progresso dell’immaginario cattolico, non più monumento inviolabile ma “luogo” della sperimentazione, del gioco, e perché no, persino della provocazione più audace. Un susseguirsi di “sante”, “madonne”, “arcangeli” ed enormi paramenti liturgici tempestati di perle, paillette e brillantini, hanno illuminato la notte più fashion di New York.

“Heavenly Bodies. Fashion and the Catholic Imagination”, la mostra che ha ispirato il Met Gala è in procinto di aprire le porte al pubblico mostrando quello che il curatore ha definito “uno studio sul dialogo tra moda e arte medioevale”. In esposizione per la prima volta oggetti, accessori e vesti papali appartenenti alla sacrestia della Cappella Sistina. Alcuni di questi preziosissimi manufatti non avevano mai varcato le soglie vaticane.

 

Elettra Caramiello

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