WhatsApp vietato ai minori di 16 anni

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WhatsApp vietato ai minori di 16 anni

Dopo lo scandalo Cambridge analytica, e a seguito delle nuove direttive europee in tema di protezione dei dati personali, Mr. Zuckerberg, che nel 2014 ha acquisito l’app di messaggistica istantanea più usata al mondo, aggiorna i termini di servizio vietando l’utilizzo di WhatsApp ai minori di 16 anni.

Il nuovo Regolamento europeo (GDPR) entrerà in vigore il 25 maggio 2018, ma gli Stati membri dell’UE potranno modificare il limite abbassandolo a 13 anni con apposita legge. In tal caso il Regolamento prevede che la piattaforma raccolga il consenso dei genitori per il trattamento ai dati dei minori di 16 anni. Al momento in Italia l’armonizzazione dell’ordinamento interno al nuovo quadro europeo è stato approvato il 21 marzo in via preliminare dal Consiglio dei Ministri (Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679).

Una novità tutta europea, dato che nel resto del mondo l’uso dell’applicazione dal valore di 14 mld di dollari continuerà ad essere consentito a chi ha più di 13 anni.

Se vivi in un paese della Regione Europea devi avere almeno 16 anni per utilizzare i nostri servizi, oppure la maggiore età richiesta dal tuo paese per registrarti o usare i nostri servizi.

Così si legge in un comunicato del team di WhatsApp, dove si precisa, inoltre, che qualora il minore non avesse l’età minima consentita dal GDPR, sarà possibile raccogliere il consenso dei genitori per la sottoscrizione dei termini di servizio. Tuttavia, le modalità di raccolta del consenso non sono esplicitate, così come non è chiaro in che modo l’app agirà nei confronti dei vecchi e nuovi iscritti non in possesso dei requisiti minimi. Infine, come già possibile per Instagram, Twitter e Facebook, ora anche WhatsApp consentirà di scaricare una copia dei propri dati.

Tutti chiari atti dimostrativi di “buona fede”, soprattutto dopo la bufera che ha coinvolto qualche tempo fa il colosso Facebook e la società di consulenza, Cambridge Analytica, accusata di aver diffuso dati personali degli utenti della piattaforma di Zurckerberg violando i termini d’uso di Facebook.

Stefano Branciforte

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