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A scuola in incognito

Studenti difficili, background familiari problematici, gravi episodi di bullismo e ragazze madri: ecco uno sguardo senza filtri sulla scuola di oggi, benvenuti nei peggiori istituti d’America.

Il programma televisivo “A scuola in incognito” ci offre un punto di vista privilegiato sulla “dimensione” scolastica odierna e sulle criticità che una delle istituzioni fondanti della nostra società sta vivendo in questo momento storico. Una dinamica inadeguata dove le gerarchie e l’ordine vengono a mancare, producendo un cortocircuito che genera violenza e incapacità di gestire le pulsioni istintuali. La situazione è fuori controllo, anche nel nostro paese, dove ogni giorno si registrano casi di aggressioni ai danni degli insegnanti, non solo da parte di alunni prepotenti e rissosi, ma anche dalle famiglie, totalmente incapaci di gestire rimproveri, sgridate, giudizi negativi e persino voti bassi.

Molti ex studenti ricordano gli anni del liceo come un periodo di spensieratezza, libero da impegni gravosi e responsabilità, come unico obbligo compiti e interrogazioni. Per altri invece, il ricordo degli anni trascorsi sui banchi è angosciante e per niente al mondo tornerebbero indietro.

E voi, sareste disposti a lasciare la vostra vita e tornare studenti liceali?

Quanti lascerebbero temporaneamente il lavoro per tornare a rivivere gli anni burrascosi e movimentati dell’adolescenza?

I protagonisti del nuovo reality show “A scuola in incognito” l’hanno fatto, hanno accettato la sfida e sono tornati sui banchi. Il format americano si pone l’obiettivo di seguire un esperimento sociale unico: in un percorso lungo dodici episodi, i sei protagonisti, dopo aver lasciato case e famiglie, torneranno sui banchi per un intero semestre, vivendo un’immersione totale nell’universo teen, fingendosi studenti e personale dello staff degli istituti scolastici. I protagonisti di questo programma tv, vivranno sulla propria pelle un’esperienza già vissuta eppure, completamente nuova, scoprendo cosa accade tra i corridoi di alcune delle scuole più difficili degli Stati Uniti.

Alcuni degli esperimenti sociali più famosi della storia hanno fornito dati interessanti e talvolta anche esiti inaspettati e sorprendenti, basti pensare allo studio comportamentale condotto da Stanley Milgram nel suo esperimento sull’obbedienza all’autorità. La riflessione dello psicologo statunitense parte dalla diffusione dell’ideologia nazista ragionando intorno alla questione dell’obbedienza agli ordini, un meccanismo che può indurre le persone a mettere in atto determinati comportamenti, al di la delle convinzioni etiche, dei sentimenti di vicinanza al prossimo o della condotta morale.

Nel caso di “A scuola in incognito”, lo scopo dell’esperimento televisivo è quello di capire cosa e chi c’è dietro i problemi più diffusi nelle scuole americane e non solo. Uno sguardo autentico e diretto per comprendere le problematiche che gli adolescenti di oggi affrontano al suono della campanella.

 

Elettra Caramiello

 

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